Le scorse edizioni del Sentiero

Prima edizione – 2001

La prima edizione ebbe luogo dal 17 al 20 maggio 2001, con la partecipazione del Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, all’inaugurazione. Vi presero parte più di un centinaio di ex- prigionieri di guerra, loro parenti e amici, in collegamento con l’Associazione “Monte S. Martino Trust” di Londra. Alla marcia di quattro tappe (Sulmona-Campo di Giove – Palena -Gamberale – Castel di Sangro) partecipò quasi un migliaio di persone, anche se saltuariamente. Fu ripercorso solo in parte il sentiero storico perchè l’Associazione inglese propose un cammino con l’intento di raggiungere il Sangro, fiume sacro alle truppe alleate, riattraversarlo e ringraziare le popolazioni che avevano aiutato gli alleati.

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Seconda edizione – 2002

Fu realizzato il percorso storico della traversata verso la libertà (Sulmona – Casoli), con la partecipazione di circa cinquecento marciatori, nella stragrande maggioranza giovani, provenienti da varie parti d’Italia e d’Europa. L’obiettivo dell’iniziativa era: ricordare e riflettere sul passato per non essere condannati a ripeterlo, rievocare la memoria storica di quei tragici eventi, con l’impegno di operare per la costruzione di un mondo fondato sui valori della Libertà, della Solidarietà e della Pace. Libertà che va conquistata a fatica, spesso con grandi sacrifici e, talvolta, perfino col martirio. Libertà che va tutelata giorno per giorno, come ha ricordato Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio, assassinato nel 1980 dalle Brigate Rosse. Nello spirito internazionalista e universale della manifestazione, la novità è stata la presenza d’una rappresentanza tedesca. Bertram Fleck, Landrat di Rheinhuusrüch, camminando con le figlie per i tre giorni della traversata, ha voluto sottolineare quanto sia importante, per i giovani, apprendere la lezione della storia, superando antiche barriere e considerando il mondo come casa comune.

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Terza edizione 2-3-4 maggio 2003

Sono partiti da Sulmona ragazzi del Liceo Scientifico di Sulmona, di Reggio Calabria, di Napoli, di Avezzano, di Chieti, di Roma, di Cologno Monzese e del Liceo M. Curie di Saint-Lô, in Normandia. Un contributo fondamentale per la realizzazione della manifestazione è dato da associazioni locali che collaborano con il Liceo. L’assistenza lungo la marcia è affidata al Club Alpino Italiano, al Soccorso Alpino, alla Forestale, alle guardie del parco Nazionale della Majella, alla Croce Rossa Italiana, alla Associazione scout e guide cattolici italiani gruppo Sulmona 1, mentre provvedono al trasporto degli zaini pesanti, al montaggio delle tende, all’allestimento delle colazioni e delle cene alcuni volontari della protezione civile, del Movimento adulti scout cattolici e altri adulti che si prestano a collaborare con il gruppo dei docenti organizzatori.
Il serpentone dei partecipanti attraversa il centro storico della città annunciato dalla Banda del Liceo Scientifico (un gruppo di giovani alunni guidati da un maestro di musica). Si incammina attraverso strade sterrate di campagna e di montagna verso la prima mèta del percorso: Campo di Giove (1000 m). Ad attendere i partecipanti, il sindaco del paese con un drappello di alpini e vigili urbani con gli stendardi ed una corona di fiori che viene depositata presso il monumento ai caduti. Gli albergatori offrono quindi ai partecipanti bevande e cibo per rifocillarli. Tutti nel camping, dove è stata allestita la tendopoli. Stanchi ma ancora vivaci, i ragazzi si aggirano tra le tende. Socializzano. Si sentono inflessioni dialettali di varie parti d’Italia. Una coppia di giovani sposi inglesi si intrattiene in conversazione con i ragazzi della Normandia. Tanti colori e tanta allegria. La serata si conclude con una rappresentazione, realizzata dal Laboratorio teatrale del Liceo scientifico, che fa rivivere ai presenti i momenti vissuti dal Presidente della Repubblica a Scanno e la sua fuga attraverso il Guado di Coccia della Majella per raggiungere gli alleati oltre la linea Gustav.

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Quarta edizione – 2004

Ha assunto un particolare significato in relazione al 60° anniversario della liberazione dell’Abruzzo e della costituzione della Brigata Majella. Le parole della studentessa del Liceo Scientifico Statale “Fermi” di Sulmona, Martina Colasante, sono state rivolte prevalentemente ai suoi coetanei stimolandoli ad apprendere la lezione di vita, data dagli anziani, nel ricordo delle parole di Italo Calvino: “C’è la storia. C’è che noi nella storia siamo dalla parte del riscatto… Da noi niente va perduto, nessun gesto, nessuno sparo… Tutto servirà se non a liberare noi, a liberare i nostri figli. Questo è il significato della lotta, il significato vero, totale, al di là dei vari significati ufficiali”.
“Voi avete conquistato la libertà – ha continuato la ragazza – e ce l’avete data. Ora sta a noi conservarla, rafforzarla, difenderla dalle nuove forme di schiavitù”. Ha in seguito dato lettura dei nomi dei caduti di Sulmona e della Valle Peligna, combattendo nelle file della Brigata Maiella.

Quinta edizione – 2005

Ha visto la partecipazione di più di 500 persone, provenienti da Sulmona, Roma, Cuneo, Cassino, Fermo, L’Aquila ed altre località. In piazza XX Settembre, a Sulmona, prima della partenza per Campo di Giove, si è tenuta la cerimonia di partenza, alla presenza dei rappresentanti dei gruppi partecipanti e delle autorità civili. A nome del gruppo del Liceo Scientifico Statale “Fermi” di Sulmona, la studentessa Silvia Zanellato ha esposto le motivazioni della Marcia.
La studentessa Francesca Tricarico ha letto il messaggio degli studenti tedeschi del Friedrich Ebert Gymnasium di Sandhausen, che avevano trascorso un periodo di circa due settimane presso le famiglie dei colleghi italiani per lo scambio culturale, ma che, per impegni scolastici non avevano potuto partecipare alla Marcia.
Hanno preso la parola lo studente Valerio Ovidi dell’ITAS di Roma, Paola Beretta del Liceo Classico di Cuneo, che hanno esposto le motivazioni della partecipazione alla Marcia. Silvia Fasciolo-Bachelet, insegnante al Convitto Nazionale di Roma, alla quarta volta di partecipazione alla Marcia, con tutta la famiglia e con una cinquantina di alunni del Convitto, ha rivolto ai presenti tra e altre, queste parole: « Abbiamo celebrato da pochi giorni in tutta Italia il sessantesimo anniversario della liberazione dall’occupazione nazi-fascista. Questa data segnò per il nostro Paese il delicato e difficile passaggio dalla dittatura alla democrazia. Se ciò fu possibile e se noi possiamo oggi godere dei frutti di quella straordinaria stagione di rinnovamento, lo dobbiamo anche all’azione eroica di chi, durante gli ultimi, terribili anni del secondo conflitto mondiale, su queste montagne, in queste vallate, rischiò la vita per restituire un futuro all’Italia. Partecipare oggi al sentiero della Libertà è soprattutto ricordare a noi stessi che libertà, democrazia, giustizia, pace, non sono valori dati una volta per tutte, e che ogni generazione deve pagare un prezzo per rinnovarli e potenziarli. Altro è apprendere questa lezione dai manuali di storia, altro è lasciare che essa penetri e metta radici in ciascuno di noi, mentre camminiamo e fatichiamo insieme su questi sentieri, condividendo una vita semplice. La saggezza entra a piedi, dice un vecchio motto scout.
Penny Whittemore, figlia di James William Robinson, un ex prigioniero di guerra, aiutato durante la fuga dalla famiglia Marchionda di Pacentro, ha espresso parole di profonda emozione e di gratitudine per la gente del luogo e per i partecipanti a quel sentiero che anche suo padre aveva affrontato per ritrovare la libertà

Sesta edizione – 2006

Dopo il taglio del nastro, il corteo si snoda lungo corso Ovidio, ricevendo parole di incoraggiamento e grida di ovazione dalla popolazione che assiste alla sfilata.
L’intero percorso, a piedi, con una difficoltà di livello E (escursionismo), si suddivide in tre tappe di circa 20 chilometri l’una.
SABATO 29 APRILE 2006: colazione e partenza verso il Guado di Coccia. E’ il tratto di strada più impegnativo della marcia, perché bisogna affrontare un dislivello di circa cinquecento metri in salita. Il tempo non è piovoso, ma la temperatura è piuttosto rigida. Dopo circa tre ore di cammino i marciatori raggiungono il Guado di Coccia, subito dopo mezzogiorno. Sosta per il pranzo a sacco. Dopo il ristoro, raduno davanti alla lapide di Ettore De Corti, tenente italiano, nato a Udine il 15.11.1919 e assassinato in questo luogo dai tedeschi il 18 ottobre 1943, mentre cercava di raggiungere le linee alleate.
Alla cerimonia di commemorazione è presente, per la prima volta in occasione del “Sentiero della Libertà”, la sorella Giovanna De Corti, arrivata da Udine con il marito e con la figlia e il genero. Come nelle edizioni precedenti, è questo il momento più emozionante della manifestazione, quando centinaia di giovani, al suono di tromba del silenzio si raccolgono intorno per riflettere sul sacrificio del giovane De Corti, simbolo delle migliaia di altri giovani, non solo italiani, deceduti per liberare l’umanità dalla tragedia dell’odio, delle dittature, delle guerre.
La signora De Corti, dopo aver depositato un mazzo di fiori ai piedi della lapide che ricorda il fratello, come primo martire sul sentiero della libertà, ha rivolto anche alcune parole di ringraziamento e di sprone perché il sacrificio del fratello resti come testimonianza esemplare per i giovani di ogni tempo e di ogni luogo.

Settima edizione 27-28-29 aprile 2007

Nei giorni 27-28-29 aprile 2007 (venerdì-sabato-domenica) si è tenuta la VII edizione della Marcia Internazionale “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail/Freiheitsweg/Chemin de Liberté/Camino de la Libertad”. Vi hanno partecipato oltre cinquecento persone, provenienti dall’Inghilterra, dalla Francia, da Cuneo, Roma, Benevento, Chieti, Varese ecc. Da Sulmona, in particolare dal Liceo Scientifico “Fermi”, sono intervenuti oltre cento studenti, precedentemente preparati con un corso ad hoc, come negli anni precedenti.
Roger Stanton, segretario e fondatore dell’ ELMS (Escape Lines Memorial Society), ha presentato brevemente lo scopo dell’Associazione inglese che è quello di conservare la memoria e le testimonianze dei prigionieri della seconda guerra mondiale.
Altri brevi interventi sono stati offerti dai responsabili dei gruppi partecipanti: Emanuele Ponziani, dal Liceo Curie di Saint-Lo, in Normandia, Silvia Fasciolo e Giovanni Bachelet del gruppo di studenti del Convitto Nazionale di Roma, Sandro Vertamy da Cuneo, Marco Bernardi del liceo Classico di Cuneo, Nicola De Grandis del Liceo Scientifico “Fermi” di Sulmona e Adelaide Strizzi, vice-presidente dell’Associazione e responsabile organizzativa.
Momenti emozionanti sono stai vissuti domenica pomeriggio a Casoli. Con i gonfaloni e i rappresentati delle amministrazioni, il sindaco di Casoli, il presidente della Provincia di Chieti e il folto gruppo dei marciatori ci si è incamminati verso il monumento ai caduti e in seguito alla piazza che, per l’occasione, veniva intitolata alla “Brigata Maiella”, a Casoli, il paese dove nel dicembre 1943 era nata la Brigata. Il presidente della provincia, Tommaso Coletti, alla presenza di due reduci e combattenti, ha ricordato le gesta della Brigata abruzzese, che aveva contribuito alla liberazione dell’Italia. Un evento commemorativo che ha fatto finalmente giustizia, a quei combattenti abruzzesi, che hanno contribuito a ridare all’Italia dignità e orgoglio di patria.
La sfilata è proseguita fino alla piazza del castello di Casoli, dove era stato approntato il palco per gli interventi conclusivi.
Ha esordito il sindaco di Casoli, Sergio De Luca, ringraziando i partecipanti e gli organizzatori per una manifestazione che fa onore alla cittadina di Casoli. E’ intervenuta poi Maria Rosaria La Morgia, consigliera regionale, che da varie edizioni segue la manifestazione e ne apprezza il valore storico e formativo. La Morgia ha ricordato i personaggi femminile della “resistenza umanitaria” abruzzese, in particolare Iride Imperoli Colaprete, Lea Cicerone e le tante donne che si impegnarono per aiutare gli ex-prigionieri e coloro che operavano per la liberazione dell’Italia.
Gli interventi degli inglesi, da Stanton a Collier, Wagner, Bourn, hanno offerto una gamma di testimonianze emozionanti sull’aiuto ricevuto dalla gente abruzzese, nel tempo di guerra.

A conclusione degli interventi, a nome del gruppo di giovani provenienti dalla Normandia, regione storicamente tanto vicina all’Abruzzo, perché dalle due regioni a Nord e a Sud dell’Europa fu sferrato il definitivo attacco contro il nazi-fascismo, il rappresentante del Liceo di Saint-Lo ha lanciato un messaggio, che è anche filo conduttore della manifestazione: « Il verbo “resistere” si coniuga solo al presente».
Uno slogan, un’idea-guida da accogliere come programma di vita.