Ragazzi in marcia lungo il sentiero

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Quinta edizione

Ha visto la partecipazione di più di 500 persone, provenienti da Sulmona, Roma, Cuneo, Cassino, Fermo, L’Aquila ed altre località. In piazza XX Settembre, a Sulmona, prima della partenza per Campo di Giove, si è tenuta la cerimonia di partenza, alla presenza dei rappresentanti dei gruppi partecipanti e delle autorità civili. A nome del gruppo del Liceo Scientifico Statale "Fermi" di Sulmona, la studentessa Silvia Zanellato ha esposto le motivazioni della Marcia.
La studentessa Francesca Tricarico ha letto il messaggio degli studenti tedeschi del Friedrich Ebert Gymnasium di Sandhausen, che avevano trascorso un periodo di circa due settimane presso le famiglie dei colleghi italiani per lo scambio culturale, ma che, per impegni scolastici non avevano potuto partecipare alla Marcia.
Hanno preso la parola lo studente Valerio Ovidi dell’ITAS di Roma, Paola Beretta del Liceo Classico di Cuneo, che hanno esposto le motivazioni della partecipazione alla Marcia. Silvia Fasciolo-Bachelet, insegnante al Convitto Nazionale di Roma, alla quarta volta di partecipazione alla Marcia, con tutta la famiglia e con una cinquantina di alunni del Convitto, ha rivolto ai presenti tra e altre, queste parole: « Abbiamo celebrato da pochi giorni in tutta Italia il sessantesimo anniversario della liberazione dall’occupazione nazi-fascista. Questa data segnò per il nostro Paese il delicato e difficile passaggio dalla dittatura alla democrazia. Se ciò fu possibile e se noi possiamo oggi godere dei frutti di quella straordinaria stagione di rinnovamento, lo dobbiamo anche all’azione eroica di chi, durante gli ultimi, terribili anni del secondo conflitto mondiale, su queste montagne, in queste vallate, rischiò la vita per restituire un futuro all’Italia. Partecipare oggi al sentiero della Libertà è soprattutto ricordare a noi stessi che libertà, democrazia, giustizia, pace, non sono valori dati una volta per tutte, e che ogni generazione deve pagare un prezzo per rinnovarli e potenziarli. Altro è apprendere questa lezione dai manuali di storia, altro è lasciare che essa penetri e metta radici in ciascuno di noi, mentre camminiamo e fatichiamo insieme su questi sentieri, condividendo una vita semplice. La saggezza entra a piedi, dice un vecchio motto scout.
Penny Whittemore, figlia di James William Robinson, un ex prigioniero di guerra, aiutato durante la fuga dalla famiglia Marchionda di Pacentro, ha espresso parole di profonda emozione e di gratitudine per la gente del luogo e per i partecipanti a quel sentiero che anche suo padre aveva affrontato per ritrovare la libertà

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Camminiamo sui monti ripercorrendo i sentieri del passato

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