Donald Jones

Riuscii ad elemosinare un pó di cibo e mi fermai, solo per recuperare qualche ora di sonno, in un fienile in disuso. Avevo il presentimento che la mia libertà fosse giunta ad un bivio: o mi sarei ricongiunto alle nostre forze o sarei finito in Germania.[…]

Verso sera, mi avvicinai ad un paese che credevo, giustamente, fosse Campo di Giove.[…]
Da Campo di Giove cercai di percorre i sentieri pedemontani della Maiella, per raggiungere la costa Adriatica. Mi diressi verso un paese chiamato Palena.[…]
Non sapevo cosa fare… Ero finito in un campo minato… Che sfortuna: evitare la cattura per nove mesi e saltare in aria prima di vedere la libertà! Dicono: La fortuna aiuta gli audaci. Aiuta anche gli spericolati, i pazzi, gli incoscienti. Io ero in una di queste ultime categorie. Aspettai fino al pomeriggio, prima di decidermi a procedere carponi verso il sentiero… La fortuna mi assisteva . Barcollai un pó, felice di ritrovarmi tutto intero. Davanti vedevo la pianura che si allungava fino all’Adriatico.[…]
Camminai in direzione Sud, evitando i paesi deserti. Dopo circa un’ora vidi un gruppo di carri armati e una o due tende. Ripensai alle non ben identificate truppe sul Morrone di circa nove mesi prima. Era, dunque, mutata la mia buona sorte? Era cambiata la mia fortuna? Indossavo un mantello verde da pastore sopra i pantaloni strappat e, come mi avvicinai all’accampamento, apparve una sentinella. Era inglese.

(Donald Jones, Fuga da Sulmona, Liceo Scientifico Statale “E. Fermi” di Sulmona – 2002)